20/08/2026 - Pediatria
Cristina Taddei e Sofia Bizzarri

TITOLO

“The Bobath Clinical Reasoning Framework”: un approccio basato sulla scienza dei sistemi per la complessità dei disturbi del neurosviluppo, inclusa la Paralisi Cerebrale Infantile.

AUTORI

Margaret J.Mayston, Gillian M. Saloojee, Sarah E. Foley.

CITAZIONE BIBLIOGRAFICA ORIGINALE DELL’ARTICOLO

Mayston MJ, Saloojee GM, Foley SE. “The Bobath Clinical Reasoning Framework: a systems science approach to the complexity of neurodevelopmental conditions, including cerebral palsy”. Dev Med Child Neurol. 2024;66(5):564-572.

LINK AL FREE FULL TEXT

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/dmcn.15748

YOUTUBE PODCAST

https://www.youtube.com/watch?v=lYtWHOvpHFE - prodotto da Developmental Medicine and Child Neurology Journal: Le tre autrici presentano l’articolo e rispondono alla domande dei lettori-uditori.

ABSTRACT

L’attuale pratica neuroevolutiva dell’Approccio Bobath (AB) raccomandata all’interno della “Bobath Clinical Reasoning Framework (BCRF)”, può essere concettualizzata attraverso la lente della scienza dei sistemi, fornendo una visione olistica sull’interrelazione e l’interconnessione tra le variabili associate alle disabilità in età evolutiva. La BCRF è definita come una cornice di ragionamento clinico approfondito che può essere applicata per facilitare la comprensione delle relazioni tra i domini della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) analizzando come questi possano influenzarsi reciprocamente. La BCRF si configura come un sistema di osservazione transdisciplinare e un approccio di ragionamento pratico che facilitano la pianificazione dell’intervento. Tale modalità di lavoro consente una comprensione olistica della complessità delle situazioni associate a patologie come la Paralisi Cerebrale Infantile (PCI) e fornisce la base per la gestione e l'abilitazione lungo tutto l’arco della vita delle persone con patologie neurologiche. Il ragionamento clinico proposto dalla BCRF si basa su fattori contestuali rilevanti per l’individuo inclusi gli ambienti sociali, in primo luogo il nucleo familiare. La BCRF è fondata sulla comprensione delle correlazioni tra sviluppo tipico e atipico, sulla fisiopatologia (sensomotoria, cognitiva, comportamentale), sulle neuroscienze e sull'impatto dei costrutti di struttura e funzione corporea, sui livelli di attività e partecipazione. Lo science system model, come parte integrante della BCRF, fornisce una strada utile per comprendere e rispondere alle complessità della PCI con l'obiettivo globale di ottimizzare l'esperienza vissuta da qualsiasi persona in qualsiasi contesto.

CONSEGUENZE PRATICHE SUL PIANO CLINICO

Con questa pubblicazione, le tre autrici, fisioterapiste e trainer Bobath provenienti da Gran Bretagna, Sudafrica e Australia, si pongono l'obiettivo di riposizionare il ruolo e il valore dell’AB in ambito pediatrico considerandolo non più come “semplice” tecnica terapeutica, ma come una cornice concettuale di ragionamento clinico evoluto.

Questa nuova prospettiva invita tutti i fisioterapisti che operano in età evolutiva - sia già formati nell’AB, sia intenzionati ad intraprendere questa formazione – ad ampliare la visione della ri/abilitazione pediatrica per comprendere la complessità delle patologie neuromotorie, in particolare delle PCI.

In questo contesto, l'AB è descritto come un vero e proprio“way of thinking”che valorizza il bambino e la sua famiglia in ogni decisione clinica, le risorse del contesto socio-ambientale e l'influenza dell'esperienza significativa sulla neuroplasticità. Dal punto di vista pratico, ciò implica una modalità di intervento meno prescrittiva e standardizzata, che richiede al clinico una formazione specifica che valorizza la capacità di osservazione, di analisi e di flessibilità nel ragionamento.

Un punto di svolta significativo in confronto al passato riguarda il ruolo del hands-on therapeutic handling, storicamente considerato l’elemento cardine dell'approccio. Da diverso tempo le tecniche manuali di holding e handling sono state ridefinite come parte dei vari strumenti a disposizione, soprattutto nella fase di valutazione e come interventi indiretti inseriti nelle ADL, nell’accudimento da parte dei caregivers e nella personalizzazione nell’uso degli ausili.

Inoltre la BCRF, valorizzando le risorse presenti nella vita del bambino e grazie alla formazione transdisciplinare dell’AB, facilita la sintonia professionale con le famiglie, dimostrando di essere, secondo le autrici, un modello adattabile, capace di fornire risposte cliniche efficaci anche in contesti con risorse sanitarie ed economiche ridotte.

CRITICITÀ E LIMITI DELLA PUBBLICAZIONE

E’importante notare che questa pubblicazione tratta esclusivamente l’AB in età pediatrica, creato specificamente negli anni 60 da Bertha e Karl Bobath per il trattamento delle PCI nella prima e seconda infanzia. L’applicazione dell’AB negli adulti si è sviluppata e diversificata in seguito, creando principi e tecniche differenti con una formazione specifica per gli adulti svolta da formatori dell’International Bobath Instructors Training Association (IBITA).

Essendo una pubblicazione curata da fisioterapiste che si occupano da tempo dell’AB nell’infanzia, questa review è fortemente orientata a favore dell’approccio, della sua ridefinizione e del ruolo innovativo proposto. Le autrici stesse dichiarano che le riconsiderazioni riportate non sono rappresentative dei pareri di tutti i professionisti che utilizzano l’AB.

Nonostante la spinta innovativa, il lavoro non è infatti esente da critiche sollevate in alcune lettere all’editore scritte da professionisti e genitori di bambini con PCI in risposta alla pubblicazione. Gli esperti Damiano e Novak, nella lettera “Bobath, NeuroDevelopmental Therapy, and clinical science: rebranding versus rigor”, evidenziano come il nuovo modello concettuale non sia supportato da dati scientifici; viene mossa la critica che la BCRF sia un'operazione “di facciata” che incorpora principi già ampiamente noti e applicati dalla comunità scientifica contemporanea, come l'approccio centrato sulla famiglia e il modello ICF.

Rimane il problema della standardizzazione dell’applicazione dell’AB all’interno della nuova cornice proposta. In questo contesto va considerato che l'enfasi posta sull’utilizzo dell’AB come ragionamento clinico e non come metodo di trattamento, introduce una componente di soggettività intrinsecamente legata all'esperienza clinica del singolo terapista. Tale variabilità individuale rende difficile l’applicabilità dell'approccio nella nuova ottica, rappresentando una sfida soprattutto per i professionisti con limitata esperienza. La natura stessa di questo strumento rende complessa la misurazione e la documentazione di dati oggettivi indispensabili per la pratica clinica basata sull’evidenza scientifica. 

AUSPICABILI SVILUPPI FUTURI

La strada tracciata dalla BCRF richiede un cambiamento nella collaborazione tra formazione, clinica e ricerca. Come suggerito da Blomme in un’altra lettera “The Bobath Clinical Reasoning Framework for neurodevelopmental conditions: a call for collaboration instead of de-implementation”,è fondamentale che i terapisti con formazione Bobath non si limitino a difendere un framework teorico, ma si impegnino attivamente a livello internazionale nel testare i singoli componenti della BCRF e la nuova applicazione dell’AB tramite studi multicentrici e nuove metodologie di misurazione capaci di catturare la complessità dell’intervento ri/abilitativo.

Un altro obiettivo sarà lo sviluppo di programmi domiciliari e di coaching che coinvolgano direttamente il parere delle persone con PCI e dei loro caregiver. Anche il punto di vista delle famiglie è emerso con forza nella lettera “Individuals with cerebral palsy and their families need an evidence-based quality seal for interventions”dove un gruppo internazionale di genitori ha sottolineato come la ricerca scientifica dovrebbe tradursi in interventi di massima qualità che siano i migliori possibili per i propri figli, nel rispetto delle risorse e dei valori familiari.

L'auspicio finale è che i professionisti italiani dell’area della riabilitazione pediatrica colgano la proposta presentata in questa review come uno stimolo per inserirsi attivamente nel dibattito internazionale sull’utilizzo dell’AB nella clinica e nella ricerca attuali, contribuendo a definire standard di cura che integrino il rigore della scienza con la profondità del ragionamento clinico al fine di garantire il miglior interventori/abilitativo possibile.

ARTICOLI CORRELATI

  1. Novak I, Jackman M, Finch-Edmondson M, Fahey M. Cerebral palsy. Lancet. 2025 Jul 12;406(10499):174-188. doi: 10.1016/S0140-6736(25)00686-5. Epub 2025 Jun 20. PMID: 40550230. (Lo studio analizza l'epidemiologia globale delle varie forme di PCI e l’eziologiache spazia da fattori genetici a complicazioni perinatali. Viene sottolineata l'importanza della diagnosi precoce e di interventi multidisciplinari, inclusa la fisioterapia e la terapia occupazionale, per migliorare la qualità della vita dei bambini con PCI. La ricerca futura è diretta verso trattamenti innovativi e approcci personalizzati; viene enfatizzata anche la necessità di sensibilizzazione e formazione per genitori e professionisti.)
  2. Te Velde A, Morgan C, Finch-Edmondson M, McNamara L, McNamara M, Paton MCB, Stanton E, Webb A, Badawi N, Novak I. Neurodevelopmental Therapy for CerebralPalsy: A Meta-analysis. Pediatrics. 2022 Jun 1;149(6):e2021055061. doi: 10.1542/peds.2021-055061. PMID: 35607928. (Una meta-analisi che esamina l'efficacia della terapia neuroevolutiva (NDT) nella PCI rappresentando il punto di partenza del dibattito scientifico sulla necessità di riconsiderare i modelli riabilitativi tradizionali)
  3. Novak I, Morgan C, Fahey M, Finch-Edmondson M, Galea C, Hines A, Langdon K, Namara MM, Paton MC, Popat H, Shore B, Khamis A, Stanton E, Finemore OP, Tricks A, Te Velde A, Dark L, Morton N, Badawi N. State of the Evidence Traffic Lights 2019: Systematic Review of Interventions for Preventing and Treating Children with Cerebral Palsy. Curr Neurol Neurosci Rep. 2020 Feb 21;20(2):3.doi: 10.1007/s11910-020-1022-z. PMID: 32086598; PMCID: PMC7035308.