TITOLO
Quasi la metà dei 325 atleti ha riferito di avere sintomi legati al pavimento pelvico: uno studio trasversale condotto in occasione dei Campionati mondiali di atletica leggera Under 20 di Lima 2024
AUTORI
Silvia Giagio 1,2, Paolo Emilio Adami3,4, Stéphane Bermon3,5, Tamara Rial-Rebullido3, Paolo Pilastrini1,2, Marco Vecchiato7, Federic Garrandes3,5
Affiliazioni
1 Department of Biomedical and Neuromotor Sciences (DIBINEM), Alma Mater Studiorum University of Bologna, Bologna, Italy
2 Division of Occupational Medicine, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna Policlinico di Sant’Orsola, Bologna, Italy
3 Health and Science Department, World Athletics, Monaco
4 Physiology and Pharmacology Department “V. Erspamer”, University of Rome La Sapienza, Rome, Italy
5 Laboratoire Motricité Humaine Expertise Sport Santé (LAMHESS), Université Côte d’Azur, Nice, France
6 Department of Health and Physical Education, Monmouth University, West Long Branch, New Jersey, USA
7 Sports and Exercise Medicine Division, Department of Medicine, University of Padova, Padova, Italy
RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO
Giagio S, Adami PE, Bermon S, Rial-Rebullido T, Pillastrini P, Vecchiato M, et al. Nearly half of 325 athletes reported pelvic floor symptoms: a cross-sectional study at the Lima 2024 World Athletics U20 Championships. BMJ Open Sport & Exercise Medicine. 2025;11:e002564. https://doi.org/10.1136/bmjsem-2025-002564
ABSTRACT
Obiettivi: I sintomi delle disfunzioni del pavimento pelvico (PFD) sono comuni tra gli atleti, ma rimangono poco studiati nei giovani di entrambi i sessi che praticano atletica leggera. L’obiettivo primario dello studio è valutare la prevalenza delle PFD. Gli obiettivi secondari riguardano la valutazione dell’impatto dei sintomi, la consapevolezza della salute del pavimento pelvico, i comportamenti correlati e la salute pelvica nelle donne.
Metodi: Questo studio osservazionale trasversale è stato condotto durante i Campionati mondiali di atletica leggera U20 di Lima 2024. Tutti gli atleti erano idonei e sono stati invitati a compilare un questionario online anonimo e multilingue, volto a valutare la salute del pavimento pelvico.
Risultati: Dei 325 atleti che hanno partecipato (59,1% donne, 40,9% uomini), il 43,7% (n=142) ha riferito sintomi di PFD. La prevalenza era simile sia nella vita quotidiana che nelle attività di atletica leggera. La vescica iperattiva e il dolore pelvico erano le condizioni più comuni. Le donne presentavano tassi di PFD più elevati (n=103, 53,7%) rispetto agli uomini (n=39, 29,3%). Gli atleti con incontinenza urinaria correlata all’attività sportiva (n=42; 12,9%) hanno riferito frustrazione e ridotta concentrazione durante la prestazione. Gli atleti sintomatici presentavano un indice di massa corporea basso e riferivano comportamenti disadattivi correlati al pavimento pelvico in misura maggiore rispetto agli atleti asintomatici (p<0,05). I disturbi mestruali e l’uso di contraccettivi erano più frequenti tra le donne con PFD (p<0,05). Meno del 30% (n=95) era consapevole dell’importanza della salute del pavimento pelvico e l’88% (n=286) non si era mai sottoposto a screening. La maggior parte non ha riferito i propri sintomi (n=111; 78,2%) né ha cercato cure specialistiche (n=135; 95,1%).
Conclusioni: le disfunzioni del pavimento pelvico (PFD) sono diffuse tra gli atleti giovanili di alto livello, in particolare tra le ragazze. Questi risultati evidenziano la necessità di adottare strategie proattive, tra cui l’educazione, l’integrazione della salute del pavimento pelvico nelle valutazioni mediche e l’attenzione alle esigenze specifiche di ciascun sesso, al fine di ottimizzare la salute degli atleti durante tutta la loro carriera.
CONSEGUENZE CLINICHE
I risultati di questo studio offrono un primo importante quadro della prevalenza dei sintomi di disfunzioni pelviche negli adolescenti sportivi di élite che praticano le discipline in esame. I dati indicano che, su un campione di 325 atleti under 20 di atletica leggera, il 43,7% ha riferito la presenza di almeno un sintomo riconducibile a disfunzione pelvica, ma solo il 29,2% ha dichiarato di essere consapevole dell'importanza della salute del pavimento pelvico. Questionari come quello proposto nel presente studio non sono ancora la normalità nella routine annuale degli atleti che, nell’88% dei casi, non avevano mai effettuato uno screening tramite questionario durante le visite mediche di routine.
I dati dello studio sostengono l'opportunità e la necessità di integrare la salute intima e perineale nella valutazione periodica dell'atleta, non come elemento isolato, ma come parte di un monitoraggio longitudinale della salute e del carico complessivo dell’attività motoria.
Un aspetto particolarmente rilevante è che la popolazione studiata non presenta alcuni dei fattori di rischio comunemente associati alle disfunzioni pelviche, quali l'età avanzata o il numero di parti. Tuttavia, gli atleti giovani possono essere esposti a fattori o condizioni cliniche che richiedono attenzione nel tempo. Tra questi, sono emerse associazioni con un BMI più basso, lesioni pelviche pregresse e, negli uomini sintomatici, una maggiore frequenza di fratture da stress. Inoltre, nelle atlete, anche i cambiamenti nel ciclo mestruale e l’uso di contraccettivi ormonali.
Tutte queste associazioni, da interpretare come tali e non come rapporti causali, possono aiutarci a delineare un nuovo profilo di potenziale soggetto con disfunzioni pelviche, diverso da quello preso in esame fino a pochi anni fa.
Dall'analisi dei dati emerge con chiarezza la necessità di uno screening proattivo. Tra gli atleti sintomatici, infatti, solo il 4,9% ha avuto accesso a una valutazione specialistica e il 78,2% non aveva mai comunicato la propria condizione. La mancata comunicazione, oltre a causare un ritardo nella diagnosi e nel trattamento, ha indotto questi atleti a mettere in atto strategie di gestione potenzialmente dannose, come la riduzione dell'assunzione di liquidi, l'aumento della frequenza minzionale in assenza di stimolo o l'uso di prodotti assorbenti. Tali comportamenti, oltre a contribuire alla persistenza dei sintomi, possono anche favorirne il peggioramento. Al problema della presenza dei sintomi pelvici si aggiunge tutto ciò che può accadere quando il sintomo non viene riconosciuto, discusso o gestito correttamente.
La persistenza nel tempo delle disfunzioni pelviche ha un impatto che va oltre la zona interessata e influisce anche sulla performance. Dallo studio emerge che il 12,9% degli atleti riferisce di soffrire di incontinenza urinaria, associata a frustrazione, preoccupazione e perdita di concentrazione.
Creare un ambiente sicuro in cui parlare di salute pelvica può facilitare la discussione dei sintomi e consentire un invio tempestivo ai professionisti appropriati. L’approccio proposto dagli autori è necessariamente multidisciplinare e comprende educazione, monitoraggio, identificazione precoce e percorsi di invio definiti, prestando attenzione anche alle differenze legate al genere e alle specificità culturali.
CRITICITA’ E LIMITI DELLO STUDIO
Il primo elemento da considerare nell’interpretazione dei risultati è la specificità della popolazione studiata. Il campione è costituito esclusivamente da atleti d’élite U20 che hanno partecipato ai Campionati mondiali di atletica leggera di Lima 2024 e appartiene quindi al mondo dell’atletica leggera. Sebbene il campione includa diverse discipline e atleti provenienti da sei continenti, non è possibile trasferire automaticamente questi risultati ad altri sport, ad atleti non agonisti o a giovani che praticano attività fisica simile, ma in contesti diversi.
Dallo studio emerge che, quando le analisi sono stratificate per sesso, non si riscontrano differenze sostanziali di prevalenza tra le varie discipline. Questo dato, insieme ad altri già noti in letteratura scientifica, può contribuire a evitare una lettura semplicistica secondo cui l’attività sportiva sarebbe di per sé dannosa per il pavimento pelvico. Gli autori sottolineano che il legame diretto tra le specifiche richieste fisiche dell’atletica e le disfunzioni pelviche rimane incerto e che i sintomi sono probabilmente influenzati dalla combinazione di caratteristiche individuali e sportive.
Le informazioni riportate nello studio hanno una natura di valutazione soggettiva, in quanto si tratta di un'autovalutazione. Non è infatti stata effettuata una valutazione clinica diretta per stabilire la presenza di una disfunzione pelvica, ma ipotizzato sulla base della componente A del PFD-SENTINEL adattato alla popolazione giovanile. Al momento dello studio, il PFD-SENTINEL era l’unico strumento disponibile per le popolazioni atletiche, ma era ancora in fase di validazione.
Tra le risposte fornite al questionario, è difficile attribuire esclusivamente al pavimento pelvico il dolore riportato: è infatti impossibile effettuare una diagnosi differenziale tra il dolore pelvico e condizioni come crampi o dolore inguinale. I dati consentono di identificare i sintomi, ma non di definirne con certezza l'origine o l'entità.
Infine, il disegno trasversale dello studio permette di descrivere associazioni, ma non di stabilire causalità; per chiarire il ruolo di fattori emergenti, come lesioni pelviche e fratture da stress, saranno necessari campioni più ampi e studi longitudinali.
PROSPETTIVE
Le prospettive future emerse da questo studio riguardano innanzitutto la possibilità di includere la salute del pavimento pelvico tra i parametri stabili delle valutazioni mediche periodiche dell’atleta. L'obiettivo non dovrebbe essere limitato alla ricerca dell'incontinenza urinaria, ma dovrebbe estendersi a tutti i sintomi presi in considerazione nello studio. Tra questi, l'incontinenza urinaria e anale, i sintomi di vescica iperattiva, il dolore pelvico, nonché gli aspetti ginecologici. Uno screening strutturato potrebbe infatti consentire di monitorare nel tempo non solo i sintomi, ma anche gli elementi clinici e comportamentali disfunzionali.
Questo studio prende in considerazione atleti adolescenti di entrambi i sessi e una gamma di disfunzioni pelviche più ampia rispetto all'incontinenza urinaria, che è la più comune. Come gli stessi autori sottolineano però, la necessità di ulteriori ricerche è alta. Saranno fondamentali studi più ampi, longitudinali e condotti anche in discipline e popolazioni differenti per capire meglio l'evoluzione dei sintomi, i possibili fattori associati e il miglior trattamento clinico per queste popolazioni.
Dal punto di vista delle prospettive che possono esserci nella pratica clinica, la World Athletics ha già avviato iniziative educative attraverso materiali informativi, social media e workshop, e prevede inoltre di valutare le conoscenze e le pratiche del personale sanitario. Anche secondo loro, la collaborazione tra federazioni, clinici e allenatori sarebbe fondamentale per adattare gli interventi alle caratteristiche culturali e della popolazione.
Questo principio, può essere esteso anche al di fuori del contesto dello sport d'élite, in quanto il ruolo di qualsiasi professionista sanitario che entri in contatto con atleti adolescenti può essere quello di creare un ambiente sufficientemente sicuro da favorire la divulgazione e la discussione dei sintomi. Strumenti di screening basati su evidenze scientifiche, come il PFD-SENTINEL, possono rivelarsi cruciali per il riconoscimento precoce dei sintomi e il successivo inquadramento clinico. Infine, il corretto screening non vuole implicare l'attribuzione automatica dei sintomi pelvici all'attività sportiva, ma la loro inclusione in una valutazione multidimensionale dell'atleta, al fine di indirizzarlo verso il professionista più appropriato quando necessario.
ARTICOLI CORRELATI
- Giagio S, Salvioli S, Innocenti T, Gava G, Vecchiato M, Pillastrini P, Turolla A. PFD-SENTINEL: Development of a screening tool for pelvic floor dysfunction in female athletes through an international Delphi consensus. Br J Sports Med. 2023 Jul;57(14):899-905. doi: 10.1136/bjsports-2022-105985. Epub 2022 Dec 14. PMID: 36517214.
- Dakic JG, Hay-Smith J, Cook J, Lin KY, Frawley HC. Screening for pelvic floor symptoms in exercising women: a survey of 636 health and exercise professionals. J Sci Med Sport. 2023 Feb;26(2):80-86. doi: 10.1016/j.jsams.2023.01.008. Epub 2023 Jan 21. PMID: 36739199.
- Bø K, Nygaard IE. Is Physical Activity Good or Bad for the Female Pelvic Floor? A Narrative Review. Sports Med. 2020 Mar;50(3):471-484. doi: 10.1007/s40279-019-01243-1. PMID: 31820378; PMCID: PMC7018791.











