14/07/2026 - Neurologia
Elena Galbiati

ABSTRACT

Il fattore neurotrofico cerebrale (BDNF) è una proteina fondamentale per la regolazione dei processi di crescita e plasticità neuronale. È noto che l’esercizio aerobico può indurre una maggiore produzione di fattore BDNF e che una maggiore concentrazione di fattore BDNF predispone ad un potenziamento dei processi di neuroplasticità, mentre non è ancora stata definita la corretta posologia di somministrazione dell’esercizio aerobico per indurre una maggior produzione di fattore BDNF. L’obiettivo dello studio è determinare l’efficacia di programma di 8 settimane di esercizio aerobico a moderata-alta intensità nell’aumentare la concentrazione di fattore BDNF in pazienti con ictus in fase sub-acuta rispetto alla terapia convenzionale. È stato condotto un RCT in cui sono stati inclusi pazienti ricoverati presso un reparto di neuroriabilitazione che avessero avuto un ictus entro i due mesi precedenti. I partecipanti sono stati assegnati casualmente al gruppo controllo, che eseguiva 8 settimane di terapia convenzionale, oppure al gruppo sperimentale, in cui i partecipanti eseguivano un training aerobico di cammino su treadmill a media-alta intensità in aggiunta alla terapia convenzionale. L’outcome primario era concentrazione di BDNF nel sangue, mentre gli outcomes secondari erano il 10-Metre-Walking-Test e il 6-Minutes-Walking-Test come misure di performance del cammino. La raccolta dati è avvenuta prima dell’inizio del training (Baseline), dopo 8 settimane (Week-8) e a seguito di un periodo di follow-up di 6 mesi (Week-26). Sono stati reclutati 67 partecipanti aventi come tempo medio trascorso post-ictus di 26 giorni. Al termine delle 8 settimane di training il livello ematico medio di concentrazione di fattore BDNF dei partecipanti del gruppo sperimentale è aumentato del 18% e poi diminuito fino ai livelli di baseline al termine del periodo di follow-up. Si è visto inoltre che la concentrazione ematica di fattore BDNF è direttamente proporzionale al volume di attività svolta e all’intensità di sforzo percepita, ma non alla frequenza cardiaca di allenamento raggiunta. Nessun cambiamento di concentrazione ematica di fattore BDNF è stato rilevato invece nel gruppo controllo. In conclusione, l’esercizio aerobico svolto a moderata-alta intensità induce una maggiore produzione di fattore BDNF nel sangue in pazienti con ictus in fase subacuta, confermando quindi questa metodologia di esercizio un’importante strategia per potenziare il recupero motorio dei pazienti con ictus.

CONSEGUENZE CLINICHE

Lo stroke risulta essere una delle più frequenti cause di disabilità nella popolazione e, spesso, il livello di disabilità dei pazienti con esiti di ictus è molto elevato, comportando un’importante necessità di assistenza durante le attività della vita quotidiana. È noto che il momento con il maggior potenziale di recupero coincide con la fase acuta-subacuta post evento, poiché i processi di neuroplasticità risultano più accentuati. È quindi fondamentale coinvolgere il prima possibile i pazienti con esiti di stroke nei percorsi di riabilitazione. Inoltre, è noto che il volume di attività necessario per indurre miglioramenti clinicamente significativi è di almeno due ore al giorno; pertanto, è importante fornire al paziente gli strumenti per poter svolgere quanta più attività motoria possibile durante la giornata. Bisogna quindi considerare metodologie di trattamento da svolgere non solo con la supervisione del fisioterapista, ma anche in autonomia, al fine di massimizzare il tempo di attività quotidiana svolta dai pazienti. L’integrazione dell’esercizio aerobico nei percorsi riabilitativi post ictus potrebbe quindi rappresentare metodo di training svolgibile in autonomia da aggiungere alla terapia convenzionale, con effetti sia sulle loro capacità aerobiche sia, potenzialmente, sulla possibilità di apprendimento dei gesti motori allenati con training specifici.

CRITICITA’ E LIMITI DELLO STUDIO

Gli autori dichiarano la presenza di diversi limiti: innanzitutto la dimensione campionaria era limitata a soli 67 pazienti. Inoltre, è stata riportata la perdita di alcuni campioni di sangue prelevato, riducendo così il numero di campioni disponibili per l’analisi dati relativa alla concentrazione ematica di BDNF, con possibile impatto sui risultati. Gli autori hanno definito come criterio di inclusione un tempo massimo trascorso dall’evento pari a due mesi; pertanto, nello studio sono stati inclusi solo pazienti in fase acuta-subacuta e non è quindi possibile generalizzare i risultati all’intera popolazione di pazienti con esiti di ictus. Allo stesso modo, i risultati risultano poco generalizzabili poiché il training aerobico è stato condotto esclusivamente su treadmill e, di conseguenza, sono stati inclusi solo pazienti con capacità di deambulazione. Non è quindi possibile trarre conclusioni riguardo alla produzione di BDNF in seguito a esercizio aerobico in pazienti con abilità motorie inferiori. Inoltre, non essendo state effettuate valutazioni genetiche, non è possibile verificare una potenziale influenza della predisposizione genetica alla produzione di BDNF nei gruppi. Infine, non sono stati controllati altri fattori potenzialmente influenti sulla produzione di BDNF e sull’apprendimento motorio, come il livello di cortisolo, lo stress o l’esposizione a enriched environment.

PROSPETTIVE

L’esercizio aerobico a media-alta intensità sembra essere una strategia riabilitativa sicura, gestibile in autonomia, economica ed ecologica per potenziare la neuroplasticità endogena in pazienti con ictus tramite aumento di produzione di fattore BDNF. Considerato che a seguito di ictus la fase acuta-subacuta corrisponde al momento di massima plasticità neuronale spontanea, inserire nei percorsi riabilitativi un training aerobico precoce e con adeguata intensità potrebbe massimizzare l’efficacia dei processi di riparazione neuronale e predisporre i soggetti ad un maggior apprendimento e recupero motorio. Ad ora nei pazienti con esiti di stroke non è ancora chiaro se l’esercizio aerobico come primer per incentivare l’apprendimento motorio ha effetti sulla quantità e qualità di movimento disponibile, per cui studi futuri sono necessari per verificare se la maggiore disponibilità di fattore BDNF influenza il miglioramento della performance motoria dei soggetti. Sarà quindi importante selezionare gli strumenti adeguati da utilizzare per impostare il training in modo che sia accessibile precocemente anche a pazienti con ridotte abilità funzionali e valutare il miglioramento dell’impairment motorio in diversi distretti. Sarebbe inoltre interessante verificare come varia la concentrazione ematica di BDNF in periodo di follow up più breve per determinare la durata dell’intervallo di tempo in cui si mantiene ottimale il livello di concentrazione ematica di BDNF.

CONSIDERAZIONI FINALI 

L’esercizio aerobico svolto a moderata-alta intensità comporta un aumento di produzione di fattore BDNF nei pazienti con esiti di stroke in fase subacuta. Sapendo che la produzione della proteina aumenta in maniera direttamente proporzionale al volume di attività svolta e all’intensità di sforzo percepita, l’esercizio aerobico svolto frequentemente e a alta intensità potrebbe quindi indurre meccanismi neurofisiologici che potenziano la neuroplasticità e il recupero motorio pazienti con esiti di ictus.

ARTICOLI CORRELATI

  1. Bernhardt J, Hayward KS, Kwakkel G, Ward NS, Wolf SL, Borschmann K, Krakauer JW, Boyd LA, Carmichael ST, Corbett D, Cramer SC. Agreed Definitions and a Shared Vision for New Standards in Stroke Recovery Research: The Stroke Recovery and Rehabilitation Roundtable Taskforce. Neurorehabil Neural Repair. 2017 Sep;31(9):793-799. doi: 10.1177/1545968317732668. PMID: 28934920.
  2. Sivaramakrishnan A, Subramanian SK. A Systematic Review on the Effects of Acute Aerobic Exercise on Neurophysiological, Molecular, and Behavioral Measures in Chronic Stroke. Neurorehabil Neural Repair. 2023 Feb-Mar;37(2-3):151-164. doi: 10.1177/15459683221146996. Epub 2023 Jan 26. PMID: 36703562.
  3. Mert, I. (2025). Physiology of motor learning. In T. M. Bozkurt (Ed.), Movement, health and technology: Changing paradigms in sports education (pp. 1-36). BIDGE Publishing. https://doi.org/10.70269/10.70269/4774675572