23/02/2026 - Neurologia
Francesco Scandelli

TITOLO Effetti di Teleriabilitazione eseguita al domicilio su equilibrio, mobilità funzionale e qualità di vita in persone con Malattia di Parkinson: una revisione sistematica e meta-analisi

RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO D’Souza AF, Jagadish A, D’Souza JV, Gandhi DBC, Jasti DB, Natarajan M. Effect of Home-based Telerehabilitation on Balance, Functional Mobility, and Quality of Life in Persons with Parkinson’s Disease: A Systematic Review and Meta-Analysis. International Journal of Telerehabilitation. 2025;17(2). doi:10.63144/ijt.2025.6725.

ABSTRACT

Background: Le persone con malattia di Parkinson (PwPD) necessitano di riabilitazione continua per mantenere l’indipendenza, ma i programmi tradizionali in centri specializzati o gli esercizi domiciliari non supervisionati presentano limitazioni in termini di accessibilità e aderenza. La tele-riabilitazione domiciliare (TR) rappresenta un’alternativa promettente, poiché consente la somministrazione a distanza di interventi di esercizio fisico. Obiettivo: Valutare l’effetto della tele-riabilitazione domiciliare su equilibrio, mobilità funzionale e qualità della vita nelle persone con malattia di Parkinson. Metodi: È stata condotta una ricerca elettronica completa nelle banche dati PubMed, CINAHL, Embase, OvidSP, ProQuest, Scopus, Web of Science, Cochrane CENTRAL e PEDro. Sono stati inclusi studi interventistici su programmi domiciliari di TR incentrati sull’esercizio per PwPD, con outcome relativi a equilibrio, mobilità funzionale o qualità della vita. Risultati: In totale, 37 studi sono stati inclusi in questa revisione sistematica, di cui 13 erano eleggibili per la meta-analisi. La meta-analisi ha evidenziato miglioramenti piccoli ma significativi in equilibrio (SMD = 0,25; IC 95%: 0,04–0,45; p = 0,02) e mobilità funzionale (SMD = -0,28; IC 95%: -0,52–-0,05; p = 0,02). Tuttavia, non è stato osservato un effetto significativo sulla qualità della vita (SMD = -0,08; IC 95%: -0,25– 0,09; p = 0,35). Conclusione: La tele-riabilitazione domiciliare è efficace nel migliorare equilibrio e mobilità funzionale nelle persone con malattia di Parkinson, mentre il suo effetto sulla qualità della vita rimane incerto, richiedendo ulteriori studi.

IMPLICAZIONI CLINICHE L’implementazione della tele-riabilitazione domiciliare può rappresentare una rilevante innovazione nella gestione clinica dei pazienti affetti da malattia di Parkinson. Dalla presente revisione emerge che interventi riabilitativi strutturati erogati a distanza sono in grado di determinare miglioramenti dell’equilibrio e della mobilità funzionale, senza evidenziare un incremento di eventi avversi. La possibilità di somministrare esercizi supervisionati da remoto consente ai pazienti di mantenere una maggiore continuità nei programmi riabilitativi, superando le limitazioni legate agli spostamenti o alla disponibilità di centri specialistici. Tale approccio risulta particolarmente vantaggioso per soggetti residenti in aree rurali o con ridotta mobilità, riducendo al contempo il carico assistenziale legato agli spostamenti per eventuali caregiver. Gli outcome motori osservati, quali il miglioramento nei test di equilibrio e nelle scale di valutazione della mobilità funzionale, suggeriscono che la riabilitazione a distanza possa contribuire a contrastare il progressivo deterioramento motorio caratteristico della patologia. Dal punto di vista organizzativo, l’integrazione della tele-riabilitazione nei percorsi clinici standard potrebbe favorire un utilizzo più efficiente delle risorse sanitarie, garantire continuità terapeutica e supportare decisioni cliniche basate su un monitoraggio costante dei progressi del paziente. La revisione evidenzia tuttavia un’ampia eterogeneità sia nelle modalità di erogazione sia nei contenuti degli interventi di tele-riabilitazione. Dall’analisi per sottogruppi emerge che la tele-riabilitazione sincrona, caratterizzata dall’interazione in tempo reale tra paziente e terapista, sembra essere maggiormente efficace nel miglioramento dell’equilibrio, mentre quella asincrona, svolta in autonomia dal paziente, appare associata a un effetto più marcato sulla mobilità funzionale. Per quanto riguarda i contenuti, gli interventi risultano estremamente variabili, includendo programmi di allenamento dell’equilibrio, della forza, della mobilità, dell’endurance, tecniche di rilassamento, esercizi di mobilità funzionale, nonché attività come danza, yoga o approcci specifici quali il Lee Silverman Voice Treatment e il Baduanjing Qigong. Anche la diversità degli strumenti tecnologici utilizzati potrebbe influenzare l’efficacia del trattamento: gli studi riportano infatti l’impiego di smartphone, computer o tablet, talvolta in combinazione con dispositivi wearable (es. accelerometri), oltre all’utilizzo di console di gioco come Nintendo Wii o Xbox Kinect. Nel complesso, l’adozione della tele-riabilitazione mostra un elevato potenziale clinico, confermato dai risultati della presente revisione. Rimane tuttavia necessario chiarire in che misura le modalità di erogazione, i contenuti degli interventi e le tecnologie impiegate rappresentino fattori determinanti dell’efficacia del trattamento. Inoltre, la formazione specifica del personale sanitario, l’adesione dei pazienti e la valutazione degli aspetti di sicurezza dell’ambiente domestico costituiscono elementi cruciali da considerare per incrementare l’accessibilità e l’efficacia della tele-riabilitazione nel lungo periodo.

CRITICITA’ E LIMITI DELLO STUDIO: Nonostante i risultati complessivamente positivi, lo studio presenta alcune limitazioni che ne condizionano l’interpretazione. In primo luogo, la marcata variabilità metodologica tra gli studi inclusi — dovuta alla presenza di differenti disegni di studio (trial randomizzati controllati, studi osservazionali e case series), alle differenze nella durata degli interventi, nella frequenza delle sessioni e nelle tipologie di gruppo di controllo (esercizi non supervisionati, riabilitazione in presenza o assenza di trattamento) — introduce un’elevata eterogeneità, potenzialmente in grado di influenzare la solidità dei risultati complessivi. Inoltre, la mancanza di follow-up sufficientemente lunghi e omogenei limita la possibilità di valutare l’efficacia della tele-riabilitazione nel lungo termine. Pertanto, sebbene la revisione supporti l’efficacia della tele-riabilitazione nei pazienti con malattia di Parkinson, le conclusioni devono essere interpretate con cautela e integrate con ulteriori studi di elevata qualità metodologica, condotti su campioni più ampi e progettati tenendo conto delle specifiche modalità di erogazione e degli obiettivi terapeutici. Inoltre revisioni recenti riportano risultati contrastanti riguardo l’efficacia della tele-riabilitazione nella malattia di Parkinson, pertanto i risultati emergenti da questo studio devono essere analizzati con prudenza.

PROSPETTIVE L’integrazione di sensori avanzati, monitoraggio remoto e piattaforme digitali interattive può migliorare la personalizzazione degli interventi e la capacità di adattare i programmi alle esigenze individuali dei pazienti. È inoltre auspicabile esplorare combinazioni di interventi, ad esempio esercizi fisici con stimolazione cognitiva o tecnologie di realtà virtuale, per massimizzare i benefici sia motori sia cognitivi. L’introduzione, inoltre, di trattamenti che non richiedano l’esecuzione fisica dell’esercizio come L’Action Observation e la Motor Imagery (non incluse in questa revisione sistematica), se dimostratisi efficaci, potrebbero fornire lo strumento ideale per eseguire il percorso riabilitativo mantenendo tutti i vantaggi che la tele-riabilitazione porta in termini organizzativi, riducendo anche il rischio di eventi avversi come le cadute durante le sedute. La formazione di personale sanitario specializzato nella gestione della tele-riabilitazione, insieme a strategie per migliorare l’aderenza e la motivazione dei pazienti, rappresenta un altro ambito chiave. Infine, la valutazione dei costi-benefici e l’analisi dell’accesso in contesti rurali o con limitate risorse sanitarie possono facilitare l’integrazione di questo approccio nella pratica clinica standard, aumentando l’equità nell’accesso alla riabilitazione.

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Lee AC, Deutsch JE, Holdsworth L, et al. Telerehabilitation in Physical Therapist Practice: A Clinical Practice Guideline From the American Physical Therapy Association. Phys Ther. 2024; 104(5):pzae045.

Darbandsari P, Pescatello LS, Piscitelli D, et al. Effect of Telerehabilitation in Parkinson Disease: A Systematic Review and Meta-Analysis. Phys Ther. 2025; 105(11):pzaf121. doi: 10.1093/ptj/pzaf121. PMID: 41065729