24/01/2019 - Neurologia
Claudio Cordani

Jonsdottir J, Gervasoni E, Bowman T, Bertoni R, Tavazzi E, Rovaris M, Cattaneo D. Intensive Multimodal Training to Improve Gait Resistance, Mobility, Balance and Cognitive Function in Persons With Multiple Sclerosis: A Pilot Randomized Controlled Trial. Front Neurol. 2018 Sep 28;9:800.

ABSTRACT

INTRODUZIONE: Le persone con sclerosi multipla (SM) presentano deficit in molte funzioni motorie e cognitive, che possono avere un impatto sulla mobilità e sulla partecipazione alla vita quotidiana. È stato studiato l'effetto di un allenamento intensivo multimodale su tapis roulant di 4 settimane sulla mobilità funzionale, l'equilibrio, le funzioni esecutive e la partecipazione in persone affette da SM con disabilità da moderata a severa.
METODI: Trentotto persone con SM ricoverate in un centro di riabilitazione hanno partecipato a uno studio randomizzato 2:1, controllato, a due bracci. I partecipanti del gruppo sperimentale hanno ricevuto un training intensivo supervisionato su tapis roulant che includeva attività cognitive e motorie dual-task (gruppo DT, N = 26) per 5 sedute a settimana; il gruppo di controllo ha ricevuto la stessa quantità di allenamento di forza supervisionato (gruppo S, N = 12). I partecipanti sono stati valutati prima e dopo il periodo di riabilitazione con il test del cammino dei 2 minuti (2MWT), velocità e misure di equilibrio statico e dinamico, la Frontal Assessment Battery e il questionario Short Form-12. L'ipotesi principale è stata relativa alla superiorità dell'intervento di tapis roulant basata su una percentuale maggiore di persone che ottengono un guadagno nella resistenza clinicamente rilevante (aumento del 15% rispetto al 2MWT), a seguito del trattamento. Per valutare le differenze di efficacia per tutte le variabili sono stati utilizzati modelli ANCOVA (Analisi della covarianza) corretti per misurazione al baseline delle rispettive variabili, nonché sesso ed età. La p è stata impostata a 0,05.
RISULTATI: Diciannove persone su 26 nel gruppo DT e due su 12 nel gruppo S (P = 0,001) hanno ottenuto un guadagno clinicamente rilevante. Il gruppo DT è migliorato maggiormente in termini di resistenza durante il cammino, velocità e mobilità (P <0,01). Invece, l’equilibrio e le funzioni esecutive sono migliorati moderatamente in entrambi i gruppi dopo l'allenamento, mentre la percezione dello stato di salute è rimasta simile in entrambi i gruppi.
CONCLUSIONE: Un allenamento multimodale di quattro settimane su tapis roulant si è mostrato molto efficace nell'aumentare la resistenza al cammino e la mobilità in persone con SM da moderata a severa.

CONSEGUENZE PRATICHE SUL PIANO CLINICO

I pazienti con SM possono presentare vari deficit, che influiscono su molti aspetti della funzione motoria e cognitiva. Ciò porta frequentemente a bassi livelli di attività fisica nella vita quotidiana, andando a compromettere ulteriormente la mobilità di questi pazienti, attraverso il decondizionamento e la ridotta fitness cardiorespiratoria. La riduzione di attività fisica è comune nelle persone affette da SM con un grado di disabilità motoria da moderata a grave, e può essere dovuta a molti fattori, come l'incapacità di mantenere un'andatura regolare, deficit di equilibrio, incapacità di adattarsi alle richieste ambientali, affaticamento, nonché a fattori cognitivi.
L'attività fisica, in termini di mobilità, richiede un concorso armonico di vari sistemi; in particolare, la locomozione necessita non solo di equilibrio, ma anche di un intervento del sistema nervoso centrale nel ruolo di coordinatore. In particolare, le funzioni esecutive della corteccia frontale sembrano giocare un ruolo di primo paino. Infatti, le persone con disabilità moderata e grave causata da SM spesso hanno difficoltà a camminare mentre svolgono contemporaneamente attività motorie o cognitive: questo comporta un maggior rischio di cadute durante le attività della vita quotidiana.
La letteratura suggerisce che gli esercizi aerobici e di rinforzo possano influenzare le performance motorie e cognitive delle persone con SM, con un beneficio potenzialmente maggiore quando l'esercizio è supervisionato. Nonostante diversi studi sostengano l’utilizzo di un approccio multimodale per ottenere maggiori effetti globali, resta ancora poco studiata l’efficacia dei paradigmi riabilitativi che includano anche compiti cognitivi, come ad esempio le attività dual task dello studio qui considerato (camminare mentre si parla, si risolvono problemi di logica o si svolgono compiti di memoria) .
I risultati di questo studio evidenziano come, con un training intensivo multimodale su tapis roulant, sia possibile migliorare la mobilità e la salute cardiovascolare anche nelle persone con SM con livelli di disabilità relativamente alti, con potenziali conseguenze positive sulla loro attività fisica e sulla partecipazione alla vita quotidiana.

CRITICITA’ E LIMITI DELLO STUDIO

Probabilmente la limitazione più importante dello studio è legata alla numerosità campionaria relativamente piccola.
In secondo luogo, mentre gli effetti a breve termine del training sperimentale sono incoraggianti, solo per una parte dei partecipanti si è riusciti a raccogliere misure di follow-up e quindi non è stato possibile accertare l’effettivo impatto sui livelli di attività fisica nella vita quotidiana. Infine, nello studio, l'allenamento multimodale aerobico è stato confrontato con un allenamento di forza, prendendo in considerazione misure di outcome che però sono più sensibili al cambiamento successivo ad allenamento aerobico. Quindi, la possibilità che un allenamento della forza sia più efficace nel migliorare parametri non aerobici, come la forza o la resistenza muscolare, non può essere esclusa.

AUSPICABILI SVILUPPI FUTURI RELATIVI AL TEMA TRATTATO NELL’ARTICOLO

In futuro sarebbe auspicabile confermare questi risultati con studi simili che raggiungano numerosità campionarie maggiori.
È inoltre fondamentale valutare come i benefici di questi allenamenti si trasferiscano nella vita quotidiana dei pazienti con SM e se possano perdurare nel tempo dopo la fine del trattamento.
Infine, sarebbe interessante indagare diverse posologie del trattamento multimodale, per meglio quantificare i benefici su equilibrio e funzioni cognitive, e identificare se sottogruppi di pazienti con SM rispondano meglio di altri a queste strategie terapeutiche.

ARTICOLI CORRELATI

1) Snook EM, Motl RW. Effect of exercise training on walking mobility in multiple sclerosis: a meta-analysis. Neurorehabil Neural Repair. (2009) 23:108–16.

Lo studio, utilizzando una procedura meta-analitica, esamina l'effetto complessivo dell’allenamento aerobico sulla capacità di deambulazione in persone con sclerosi multipla. L'evidenza cumulativa sostiene che l'esercizio fisico è associato ad un piccolo miglioramento nella capacità di deambulazione nelle persone con sclerosi multipla. In particolare, effetti più ampi sono associati all'esercizio fisico supervisionato, a programmi di esercizio di durata inferiore a 3 mesi e in campioni misti di sclerosi multipla (recidivante-remittente e progressiva).

2) Kalron A, Zeilig G. Efficacy of exercise intervention programs on cognition in people suffering from multiple sclerosis, stroke and Parkinson’s disease: a systematic review and meta-analysis of current evidence. NeuroRehabilitation (2015) 37:273–89.
L’articolo esamina gli effetti dell'esercizio fisico sulle prestazioni cognitive nei partecipanti affetti da ictus, sclerosi multipla e morbo di Parkinson. Gli autori giungono alla conclusione che, a causa dell’eterogeneità nelle misure cognitive e nelle posologie di intervento, non è chiaro se l'esercizio fisico possa essere efficace nel migliorare le funzioni cognitive dei pazienti neurologici.

3) Motl RW, Sandroff BM, Kwakkel G, Dalgas U, Feinstein A, Heesen C, et al. Exercise in patients with multiple sclerosis. Lancet Neurol. (2017) 16:848–56.

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